Crimini Nascosti (1986)
Hidden Crimes è un documentario di 78 minuti uscito nel 1986, con filmati che risalgono al 1983-1985, scritto, prodotto e diretto da Javier Burgos per SUPRESS (Students United Protesting Research on Sentient Subjects, associazione antivivisezionista di Los Angeles) e distribuito in Italia attraverso i circuiti militanti di associazioni come stopvivisezione, con il titolo Crimini Nascosti.¹ È dedicato allo scrittore e storico indipendente della medicina svizzero Hans Ruesch, i cui testi di denuncia «Slaughter of the Innocent» e «Naked Empress» hanno ispirato l’opera.
Il documentario si addentra nel controverso tema della vivisezione affrontandolo in otto capitoli: la sofferenza, la dissezione, da dove provengono gli animali, la segretezza e l'inganno, la ricerca: frode e prove, il denaro: le strutture interessate, i risultati: i danni dell'uomo e infine, la rivoluzione.
La vivisezione viene accostata a una religione dogmatica più che a una pratica empirica, mossa da preconcetti senza alcun reale fondamento scientifico e alimentata dal profitto inesauribile delle case farmaceutiche. L’immagine più efficace arriva proprio da un medico intervistato, il quale fa notare come nei laboratori non si dica mai «uccidiamo l’animale» ma «lo sacrifichiamo»: a quale dio con il camice viene offerta, dunque, questa vittima? Il tema del sacrificio passa anche dal montaggio: mentre scorrono le terribili riprese al Brooke Army Hospital di San Antonio, dove un maiale cosciente viene bruciato vivo fino al muscolo dall’esercito americano, si alternano disegni tratti dai codici aztechi del Cinquecento, con prigionieri gettati nel fuoco o legati a un telaio e trafitti dalle frecce, i riti con cui gli aztechi offrivano vittime ai loro dèi.²
Il materiale più duro arriva da fonti diverse e conviene tenerle distinte. Le riprese del City of Hope di Duarte, in California, da cui nel dicembre 1984 furono portati via 126 animali stando al film, tra cui beagle con tumori indotti, e quelle di Britches, la scimmietta separata dalla madre alla nascita, con gli occhi cuciti e un sonar sulla testa per «vedere come un pipistrello», che nelle immagini si aggrappa a una madre finta e che fu liberata nell’aprile 1985 dall’Università della California a Riverside, le girò l’Animal Liberation Front (ALF, il Fronte di Liberazione Animale) in persona.³ I babbuini dell’Head Injury Clinic dell’Università della Pennsylvania, legati ai polsi e alle caviglie e cementati in un casco di metallo, vengono sparati in avanti fino a mille G per simulare i traumi cranici di incidenti stradali, football e pugilato; si dibattono e si aggrappano alle cinghie, segno, sottolinea il film, che sono in parte o del tutto coscienti. Quelle riprese le avevano invece girate i ricercatori stessi, con tanto di battute e risatine, e
all’ALF toccò soltanto portar via le cassette nel maggio 1984. Erano anche le immagini da cui la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) aveva tratto il documentario «Unnecessary Fuss», dove servivano a denunciare come veniva condotto l’esperimento. Quelle immagini schiacciano qualunque argomentazione a favore dei vivisezionisti.
Il documentario include anche le sconvolgenti immagini della somministrazione dell’LD50 (dose letale 50%), un test di tossicità in cui gruppi di animali ricevono a forza dosi diverse di una sostanza, anche candeggina, detersivo per il forno e dentifricio, per trovare la dose che ne uccide la metà, e il film sottolinea che a decidere la morte può essere il danno fisico e non la tossicità vera. Poi le immagini dell’esercito, che prova ogni arma, comprese le bombe atomiche, su animali vivi, quelle dei conigli bloccati con irritanti versati negli occhi, il cosiddetto test Draize, una sofferenza che dura da uno a tre giorni e che può portare, spiega la voce fuori campo, alla distruzione lenta e totale dell’occhio, e quelle dei gatti operati al cranio da vivi.
Da quell’epoca ad oggi, fortunatamente, molte cose sono cambiate. Per l’LD50, secondo la stessa OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), fu la preoccupazione per il benessere animale a spingere verso le alternative, e la linea guida del test classico è stata abolita nel dicembre 2002.⁴ In Europa i test sui cosmetici finiti sono vietati dall’11 settembre 2004, quelli sugli ingredienti dall’11 marzo 2009 e dal 2013 è vietata anche la vendita di prodotti testati sugli animali.⁵ In Italia la materia è regolata dal decreto legislativo 26 del 2014, che recepisce la direttiva europea, e nel 2024 sono stati usati 368.058 animali.⁶ Nel dicembre 2022 gli Stati Uniti hanno eliminato per legge l’obbligo di provare i farmaci sugli animali, senza però vietarli,⁷ e nell’aprile 2025 la FDA (Food and Drug Administration) ha annunciato un piano per ridurne l’uso, a cominciare dagli anticorpi monoclonali.⁸ Eppure nell’Unione Europea e in Norvegia le procedure su animali sono state circa 9 milioni nel 2023.⁹
Il documentario per alcuni aspetti è invecchiato male: sull’insulina (che avrebbe «forse ucciso più persone di quante ne abbia salvate») e sui vaccini afferma cose semplicemente false, perché i diabetici di tipo 1 senza insulina non potrebbero vivere e il vaccino Salk fu provato nel 1954 su oltre seicentomila bambini, in parte con un placebo di controllo.¹⁰ Regge meglio l’argomento della prevenzione, dato che è persistente la crisi del sistema sanitario e la scarsa capacità della medicina ufficiale di riuscire a prevenire moltissime malattie, limitandosi alla cura farmacologica e palliativa più che alla ricerca delle cause e all’attuazione di piani di prevenzione (alimentazione, qualità della vita ed inquinamento) per ridurre drasticamente le malattie. Lo studio INTERHEART, pubblicato su The Lancet nel 2004 e condotto in 52 paesi, attribuì a nove fattori modificabili il 90% del rischio di primo infarto negli uomini e il 94% nelle donne,¹¹ anche se la dieta da sola è lontanissima dal 95% di cui parla il film.
Come sottolineò lo stesso Hans Ruesch: «Crimini Nascosti è di gran lunga il più importante e l’unico sincero documentario antivivisezionista mai fatto al mondo poiché è il solo a descrivere l’intera realtà, senza tralasciare nulla».
Come sottolineò lo stesso Hans Ruesch: «Crimini Nascosti è di gran lunga il più importante e l’unico sincero documentario antivivisezionista mai fatto al mondo poiché è il solo a descrivere l’intera realtà, senza tralasciare nulla».
Potete visionare il documentario su Youtube. Ho curato personalmente questa versione, sincronizzando il vecchio doppiaggio italiano nella migliore versione video disponibile in lingua originale.
Fonti
- Scheda WorldCat, «Hidden crimes: a film on animal experimentation», e pagina del film su Internet Archive
- Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Codice Magliabechiano, scheda «Humans Sacrificed in the Fire and on the Pyramid» dell’Università di Bologna, e History Hit sui sacrifici aztechi
- Unnecessary Fuss (Wikipedia), raid dell’ALF a Riverside, 1985 (Wikipedia), fotografia del City of Hope, dicembre 1984 (Los Angeles Public Library, via Calisphere)
- OECD, decisione sulla soppressione della linea guida 401, e Guidance Document 24
- Commissione europea, Animal testing and cosmetics
- Ministero della Salute, «Dati statistici relativi all’utilizzo di animali a fini scientifici per l’anno 2024» (Gazzetta Ufficiale); cifra di 368.058 riportata dalla LAV; decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 26
- FDA Modernization Act 2.0, S. 5002, confluito nel Consolidated Appropriations Act 2023 (Public Law 117-328, sez. 3209)
- FDA, comunicato del 10 aprile 2025
- Commissione europea, rapporto sulle statistiche 2023, con cifra riportata da ECEAE
- BMJ, «A calculated risk»: the Salk polio vaccine field trials of 1954
- Yusuf S. e altri, INTERHEART, The Lancet 2004;364:937-52





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