Peter Singer
Quante volte avrete visto fugacemente, in rete o nei media televisivi, filmati che documentano la violenza inflitta agli animali negli allevamenti? O quelli in cui diventano oggetto di crudeli esperimenti? O quelli in cui sono forzati a comportarsi contro la loro natura? O ancora quelli che documentano la loro uccisione? Probabilmente tantissime volte. E forse qualcuno di voi, che ha lo stomaco forte, si sarà ormai abituato ad essi, pur rimanendo segnati dall’impotenza che suscitano. Ebbene, se vi aspettate un’esperienza simile o una semplice documentazione d’inchiesta, allora sappiate che Earthlings non lo è. Questo film è qualcosa di diverso, difficile da definire e classificare. È un’esperienza cinematografica tanto violenta quanto mistica, che incarna con forza lo spirito antispecista. La voce profonda di Joaquin Phoenix vi guiderà, come un moderno Virgilio, in un inferno terrestre che vi lascerà ferite, sgomento e orrore. Ma anche commozione. E, forse, risveglierà in voi qualcosa che era stato soffocato fin dall’infanzia: il seme della compassione. Quello stesso seme che, probabilmente, è stato inaridito nel momento in cui avete assaggiato il vostro primo alimento di origine animale o indossato il vostro primo capo in pelle, senza che nessun adulto vi mostrasse cosa ci fosse dietro.
Girato e montato nell’arco di cinque lunghi anni e accompagnato dalle suggestive musiche di Moby, che si coniugano potentemente alle crudelissime immagini, Earthlings a distanza di quindici anni dalla sua uscita, diventa sempre più attuale, urgente e presente. È un manifesto cinematografico che ha rivoluzionato e cambiato lo stile di vita di tanti "terrestri", compresi quella del sottoscritto, e che continuerà a farlo per secoli a venire. La regista sovietica Larisa Shepitko diceva che il cinema poteva fermare la guerra, Shaun Monson ci dimostra che può fermare anche lo specismo.
Make the connection.
Go vegan.
Go vegan.
0 Commenti:
Posta un commento